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Se non avea figli, era dolente,
ché ’l mio a mia gente — volea lassare;
avendo figli, non gii ho si piacente
che la mia mente — ne sia en consolare.
Or ecco lo stare — c’ha l’om en sto mondo,
104 d’orane ben mondo — per gente acecata.
Recolto el biado e vendegnato,
arò semenato — per tempo futuro:
mai non se compie questo mercato,
si continuato — conti en questo muro;
10tempo a Dio furo — ed hogli sotratto,
no e rotto gli è’l patto — de sua comandata.
Battaglia continua del manecare,
pranzo, cenare — e mai non ha posa;
se non è aparechiato co a me pare,
scandalizare — si fa la sua osa:
o vita penosa — ove m’hai menato
116 cusi tribulato — continua giornata!
Mai non se giogne la gola mia brutta;
sapor de condutta — si voi per usanza,
viva exquisita e nuove frutta,
e questa lutta — non ha mai finanza:
o tribulanza, — ov’è’l tuo finare?
122 la ponga voitare — e l’anema en pecata!
La pena grande che è de le freve, r
che non vengon leve — ma molto penose,
e non se parton per leger de breve;
11medici greve — pagarse de cose,
siroppi de rose — ed altri vaseglie;
128 denar piú che griglie — ce vono a la fiata.
A quanti mali è l’om sottoposto,
non porria 0111 tosto — per risme contare:
glie medici el sanno, che contano el costo,
che scrivon lo’ncostro — e fonse pagare;
abreviare — si n’opo esto fatto
134 che compiami ratto — la nostra dittata.