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Se vedea assembiamento — de donne e di donzelli,
andava con stromento — con soi canti novelli;
facea acquistamento — per lui de tapinelli;
34en mia corte ha fancelli — che gl’ insegnaran cantare.
Se dico tutta storia, — 1110 è rencrescemento:
ché pur de vanagloria — saria grande strumento;
perché glie torne a memoria — fatto n’ho toccamento:
38senza pagar argento — la carta ne fei trare.
Facciane testificanza — l’angelo so guardiano,
se ho detto in ciò fallanza — -verso quest’om mondano:
credome en sua leanza, — ché ’l mentir non gli è sano;
42pregote, Dio sovrano, — che me degi ragion fare. —
L’angel viene encontenente — a fare testificanza:
— Sappi, Signor, veramente — ch’egli ha detto la certanza;
detto ha quasi niente — de la sua nequitanza:
46tenuto m’ha en vilanza — mentre lo stei a guardare. —
— Respondi, o malvagione — se hai nulla scusanza:
far ne voglio ragione — de que è fatta provanza;
non avesti cagione — de far tal soperchianza:
50far ne voglio vegnanza, — noi pos piú comportare. —
— De ciò m’è provato, — nulla scusanza n’agio;
pregote, Dio beato, — che m’aiuti al passagio:
che m’ha si empaurato — menacciato del viagio,
54si è scuro suo visagio — che me fa angustiare. —
— Longo tempo t’ho aspettato — che te dovessi pentire;
con ragion sei condannato — che te dèi da me partire:
del mio viso sei privato — che mai noi porrai vedere.
58Fate gli aversere venire, — che ’l degian acompagnare. —
— O Signor, co me departo — da la tua visione!
co so adunati ratto — che me menino in pregione!
Poi che da te me parto, — damme la benedizione:
02famme consolazione — en questo mio trapassare! —
— Ed io si te maledico, — d’ogne ben si’ tu privato!
vanne, peccator inico, — che tanto m’hai desprezato!
se me fusse stato amico, — non sarie così menato:
66a lo ’nferno se’ dannato — eternalmente ad estare. —