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Un esatto conto di tutto questo lavoro, — con cui ho inteso soprattutto assicurare sempre piú all’opera del compianto Ferri il suo carattere di testo fondamentale per tutti gli studiosi di Iacopone, — si potranno rendere i lettori che avranno la pazienza di confrontare qualche pagina dell’edizione del 1915 e della pre- sente. Qui mi limito a elencare i ritocchi apportati intrinsecamente al testo del 1915 (F) secondo i criteri sopra enunciati (0. E per brevitá anzi ne escludo i numerosi luoghi in cui ho mutato che in ché o viceversa, per lo piú in base al testo Bonaccorsi (B), o, qualche volta, in corrispondenza del senso (p. es., II, 72, 73; III, 4; XXV, 51; XXIX, n; XXXVI, 38, 76; XLVIII, 35; LI, 18; LIV, 26; LXV, 88, 184; LXVII, 29; LXXIX, 13; LXXX, 48; LXXXI, 8; LXXXIII, 5; LXXXVIII, 53; XC, 130, 212; XCII, 97; XCIII, 44; CI, 70): e quelli, pur abbastanza frequenti, in cui ho mutato si in si e viceversa (come a XV, 35; L, 4; LXXI, 9; XCI, 135) sempre sulla scorta del Bonaccorsi. Le altre correzioni da me introdotte o accettate sempre riguardo all’edizione del 1915) sono le seguenti: I 21, medecaro corr. medecarò\ II 1, Vergine corr. Vergen (B); III 17, ed corr. et (B ér*); V 20, le deletto corr. lo deletto (B); VIII 3, vedere corr. vedire\ VIII 7, demonstrando corr. derno- stranno\ XI 2, lo cor se fenda corr. lo cor me se fenda (B); XIII 26, accida corr. accidia (B); XIV 4, soprapar corr. sopr’ a par (B); XIV 4, glie qual corr. gli equal\ XV 4, demora corr. demura\ XVIII 2, mondo corr. monito (B); XIX 4, desi corr. deste; XXII 67, che è 7 mal corr. ché 7 mal (B); XXIII 13, armar corr. arman (B); XXXIV 34, ’nestante corr. ’n estante (e così altrove); XXXV 19, ’ntrasatto corr. ’n trasatto (e così altrove: per uniformitá, come nella correzione prec.); XXXV 68, possedere corr. possedire (Ca- sella); XXXVI 76, serra corr. sera\ XXXVIII 19, contro corr. (1) I quali criteri sovente si sono intrecciati e illuminati a vicenda. Per es.: a XLIV 24, 26 il Ferri leggeva; mala fronte glie porta enante (a Dio) — chi col frate sta turbalo; — ch ’en suo figliol s’adottato, — tu porti sotta ’l coltello, = oderai lo mal appello — se i vai ’natile en ambasciala; dove il senso è piuttosto oscuro. Ma il testo Bonaccorsi, con la giusta interpunzione, permette di leggere molto piú chiara- mente: mala fronte glie porta enante — chi col frate sta turbato = ch ’en suo figliol s’ha ’dottato; — tu porti solla ’l coltello, — oderai etc. — Il cortese lettore potrá analogamente trovare da sé la giustificazione della maggior parte delle restituzioni o correzioni qui appresso elencate; e vorrá anche correggere per conto suo una omis- sione sfuggita anche a me: LXXXI 1, Sapete voi novelle de l’amote, in luogo di Sapete novelle de l’amore (e anche de l’amore invece di dell’amore nel titolo di LXXXIX).