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Altro cantico nel quale pur se parla de anichilazione
E TRASFORMAZIONE, COME NELLA XCII LAUDA DE SOPRA
POSTA. Ed in due stanzie de questa appare DEFETTO.
Que farai, morte mia, — che perderai la vita?
2 guerra infinita — sirá tuo cuor demorare.
Or que farai, morte mia, — che perderai la vita?
Se io t’aggio nutrita — io me ne pento:
e poi la mòrte non tornai a vita, — guerra infinita
si t’arepresento; — però taccio ed assento,
quel che voglio non faccio — e quel che voglio desfaccio:
8 la lengua ne taccio — co omo obstinato.
Non enante la morte — se trova la vita:
oimè! te vita — pomate trovare;
ma po’ la morte — se truova la vita,
ma perde la vita — cotal demorare;
ciato me pare — cotal exercire,
14non può pervenire — a lo infinito stato.
Oimè! — ed io per te vo te fugendo,
parlando tazo, — lassando allazo:
17dentro a la pelle — sta lo encreato.
Oimè! la tua pelle — è tanto rotta,
che dentro non può stare; — or facciamo che sia morta:
la vita sua fori a lo scorticare — per fede te convien passare,»
e desperanza trovare — del bene e del male
22esser scortecato.
Dentro a lo scortecato s’è remesso — colui che vo cercanno;
or faciam che sia quesso — voler morir per non vivere entanno:
par molto cosa dura — la morte e la vita far una,
26mozzare onne figura — e non posseder nullo aspetto.