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Poi che se’ stato assai nello pensiere,
che de lo star con Dio hai costumanza,
lo diletto méttete a vedere:
gli ben c’hai recevuti en abundanza,
105e chi se’tu per cui volse morire,
che rotta gli hai la fede e la lianza,
e che esso Signor volse soffrire
da me peccatore tanta offensanza;
de vergogna vogliomene vestire:
non trovo loco ne la mia cuitanza. ito
De lo pensiere nasce un desio,
che el secondo ramo puoi appellare:
arcangeli figura, corno creio,
che summi messi puoti enterpretare;
115de pianger non trovo unqua remeio:
enfiase lo core a suspirare,
ed ov’è’l mio Signor ch’io non lo veio?
derrata so ch’el volse comperare;
respondemi, Signor, c’altro non cheio:
120desidero morir per te amare.
La lezione damme una ensegna:
ca, se voglio trovar lo mio Signore,
ad opera compita opo è ch’ io vegna,
se voi che viva e cresca lo suo amore;
125lo terzo ramo mostrarne ed assegna
nome de virtute per dottore:
chi questo ramo prende, bene aregna,
albergalo con l’altro emperadore,
e de viver prende una convegna
130che sempre va crescendo per fervore.
La seconda ierarchia, co a me pare,
che en tre distinzione è ordinata:
che nella prima non puoi dimorare
se con questa non fai tua giornata;
135con l’impedimenti opo t’è pugnare
se voi che vada en pace la contrata;