Pagina:I vecchi e i giovani Vol. I Pirandello.djvu/239

molto serio per forza, o averne per lo meno l’impostatura. Sperava di fargliela accorciare. Bella Madre Santissima, non ci avrebbe avuto pazienza, lei, a lisciar peli lunghi come fiumi! Più corta, la barba, più corta....

Chionza, popputa, quasi senza collo, non era tuttavia brutta, donna Adelaide; aveva anzi bello il viso, ma gli occhi troppo lucenti, d’una lucentezza cruda, quasi di smalto, e lucentissimi i denti che le si scoprivano tutti nelle sonore risate frequenti. Smaniava sempre, oppressa com’era e soffocata da quelle enormi poppe sotto il mento, “prepotenti escrescenze„, com’ella le chiamava. E caldo, caldo, caldo; aveva sempre caldo, e voleva aria! aria! aria!


Tonaca e napoleona.


Non se l’aspettava, intanto, il vecchio cascinone di Valsanìa, nel desolato abbandono in cui da tanti anni viveva, tutti quei fronzoli e quei pennacchi, tutti quei paramenti sfarzosi, che i tappezzieri gli appendevano dalla mattina. E pareva se li guardasse addosso, triste e un po’ stupito, con le innumerevoli screpolature dei muri, del decrepito intonaco annerito e qua e là gonfio e crepato. Oh! oh! gli avevano appeso sotto le finestre anche un lungo festone di lauro, come una collana; un’altra collana più su, di mortella, sotto le gronde, con certi rosoni di carta, che avevano spaventato i passeri del tetto. Povere care creaturine, a cui esso, buon vecchione ospitale, voleva tanto bene! Eccoli là, tutti scappati via, via, via, nascosti tra le foglie degli alberi at-