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dalla frase comune. È difficile, è difficile, tanto per me, quanto per te, sai! Ma devi pensare che la mia vita, Lando, la vita di mia madre, l’onore nostro, sono.... sono nelle tue mani, ecco! Pensa a questo e allora forse.... spero.... troverai la forza di compiere il sacrifizio che ti domando.

— Tu mi spaventi! — esclamò Lando. — Parla; che ti è accaduto?

Giulio tornò a stringersi le mani, convulsamente; se le battè più volte, così strette, su la bocca, tenendo gli occhi serrati. Le vene gonfie, nella fronte contratta, mostravano lo sforzo atroce che faceva su sè stesso.

— Se dico tutto, — scattò, smaniando, – mi darai ajuto?

— Ma perchè no? — domandò Lando, con pena. — Che c’è? Se non so di che si tratta?

— Di me, — rispose pronto Giulio. — Pensa che si tratta di me soltanto, o piuttosto, di mia madre. Tieni presente mia madre e tutte, tutte le sciagure della mia famiglia. Tu hai stima e affetto per mia madre, è vero?

— Ma sì, lo sai! — affermò Lando, con sincero interessamento. — Non mi tener così sospeso, per carità!

— Aspetta.... aspetta.... scongiurò l’Auriti, come se non sapesse staccarsi da quel rivo di tenerezza, nell’amaritudine in cui affogava. — Per noi, per me è tutto; l’orgoglio suo, il suo sentimento.... per cui, senza lagnarci mai, ci siamo ridotti.... così.... Non so, non so proprio come debba dirti; ma noi non abbiamo altro, non abbiamo mai avuto altro che questo orgoglio.... e ora.... ora....

— Càlmati, Giulio! — lo esortò di nuovo Lando, con un moto d’impazienza. Non comprendo.... Hai bisogno di me. Di’, di’..... Tua madre....