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ideale! Ma a quando l’attuazione? Opera lenta, lunga e paziente anche questa, purtroppo.

Ne’ suoi vasti possedimenti in Sicilia, nella provincia di Palermo, ereditati dalla madre, egli aveva già accordato ai contadini la più equa mezzadria, proibendo assolutamente al suo amministratore di gravare anche d’un minimo interesse le anticipazioni concesse con liberalità per la semente è per tutte le altre spese necessarie alla coltura dei campi; vi aveva fondato e manteneva a sue spese parecchie scuole rurali; più volte, a ogni richiesta, aveva contribuito largamente ai fondi di riserva per la resistenza dei contadini e dei solfarai nelle lotte contro i proprietari di terre e i produttori di zolfo; pagava le spese di stampa d’un giornale del partito: La nuova età, che si pubblicava ogni domenica a Palermo.

L’amministratore Rosario Piro protestava da laggiù, mese per mese, con lunghissime lettere piene di buon senso e di spropositi di lingua: protestava e si lavava le mani. Povero Piro! Chi sa come se le era ridotte, quelle mani, a furia di lavarsele!

Lando, forse senza neppure accorgersene, o credendo fors’anche di viver sobriamente, spendeva molto per sè. L’esperienza di quanto vacua e insulsa fosse la vita di tutti coloro che per professione facevan bella figura nel così detto bel mondo, nei circoli, nei saloni dei grandi alberghi, nelle sale da giuoco, nelle piste delle corse, nelle cacce a cavallo, se l’era pagata, non per voglia che n’avesse, ma per non apparir singolare dagli altri in una cosa di così poco valore per lui e che in fondo non gli costava alcun sacrificio, date le sue abitudini signorili e le sue relazioni sociali; seguitava ancora a pagarsela di tratto in tratto, e pur cara, nei momenti in cui