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gazza si avventurasse sola fino a Roma, con un pretesto come quello, e si presentasse lì in cerca dell’innamorato, ferma nel proposito di non ritornar più in Sicilia. S’era fatto di mille colori nel vedersi guardato da quelli con certi occhi ridenti di malizia e d’indulgenza, che gli dicevano chiaramente: “Via, che c’è di male? abbiamo capito! Non ti vergognare!„ E anche zio Roberto era rimasto lì, col suo solito sorriso afflitto, sotto al quale voleva nascondere il fastidio che gli recava ogni novità: soltanto il fastidio. Anche per lui nulla di male, che una ragazza fosse venuta a trovare il nipote in casa sua, in un momento come quello, col baratro aperto, in cui stavano per precipitare tutti. Per quei Passalacqua lì quel baratro era niente: una delle tante difficoltà della vita da superare; e per superarla fidavano cecamente in Corrado Selmi. Bastava poi a tranquillarli la calma che zio Roberto s’imponeva per non agitar la sua Nanna malata di cuore.

Via, via quel signor Antonio e quel lei, con cui Celsina si era messa a parlargli! a chi voleva darla a intendere? ma si dessero pure del tu! Oh, cara.... Ma sì, brava, ridere.... Se non si rideva di cuore a quell’età, e con quegli occhi e con quel musino.... Uh, che voce! ma senti?... un campanello! Non s’era mai provata la voce? Non aveva mai cantato, neanche così per ispasso? mai mai? Ma bisognava provare, subito subito.... Impossibile che non ci fosse la voce, con quelle inflessioni, con quelle modulazioni.... Via, su, una canzoncina qualunque, là, nel salottino, subito subito.... Ecco il terno! Nulla meglio di questo espediente per non ritornar più in Sicilia! I mezzi per studiare? Ma c’era lei, la signora Lalla, e il Privato Conservatorio Bonomè. Lezioni gratis, carte e pianoforte gratis: soltanto un piccolo assegno per