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Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/98

92 i promessi sposi

cavalier milanese: il portatore, non trovando il provocato in casa, consegna il cartello a un fratello del cavaliere; il qual fratello legge la sfida, e in risposta dà alcune bastonate al portatore. Si tratta... ”

“ Ben date, ben applicate, ” gridò il conte Attilio. “ Fu una vera ispirazione. ”

“ Del demonio, ” soggiunse il podestà. “ Battere un ambasciatore! persona sacra! Anche lei, padre, mi dirà se questa è azione da cavaliere. ”

“ Sì, signore, da cavaliere, ” gridò il conte: “ e lo lasci dire a me, che devo intendermi di ciò che conviene a un cavaliere. Oh, se fossero stati pugni, sarebbe un’altra faccenda; ma il bastone non isporca le mani a nessuno. Quello che non posso capire è perchè le premano tanto le spalle d’un mascalzone. ”

“ Chi le ha parlato delle spalle, signor conte mio? Lei mi fa dire spropositi che non mi son mai passati per la mente. Ho parlato del carattere, e non di spalle, io. Parlo sopra tutto del diritto delle genti. Mi dica un poco, di grazia, se i feciali che gli antichi Romani mandavano a intimar le sfide agli altri popoli, chiedevan licenza d’esporre l’ambasciata: e mi trovi un poco uno scrittore che faccia menzione che un feciale sia mai stato bastonato. ”


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