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Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/860

854 storia

accenna con un vocabolo: “gli untori furon puniti ciò non ostante: unctores puniti tamen”. Quanto non dice quell’avverbio, o congiunzione che sia! E aggiunge: “la città sarebbe rimasta inorridita di quella mostruosità di supplizi, se tutto non fosse parso meno del delitto”.

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Ma il luogo dove fa intender più chiaramente il suo sentimento, è dove protesta di non volerlo dire. Dopo aver raccontato vari casi di persone cadute in sospetto d’untori, senza che ne seguissero processi, “mi trovo”, dice, “a un passo difficile e pericoloso, a dover dichiarare se, oltre quelli così a torto presi per untori, io creda che ci siano stati untori davvero... Nè la difficoltà nasce dall’incertezza della cosa, ma dal non essermi lasciata la libertà di far quello che pur si pretende da ogni scrittore, cioè ch’esprima i suoi veri sentimenti. Chè se io dicessi che non ci furono untori, che senza ragione si va a immaginar malizia degli uomini in ciò che fu punizion di Dio, si griderebbe subito che la storia è empia, che l’autore non rispetta un giudizio solenne. Tanto l’opinion contraria è radicata nelle menti,