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Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/842

836 STORIA

Padilla gli aveva proposto di fare un ontione da ongere le Porte et Cadenazzi, promessigli danari quanti ne volesse, datigliene quanti n’aveva voluti.

Noi altri, che non abbiamo, nè timor d’unzioni, nè furore contro untori, nè altri furiosi da soddisfare, vediamo chiaramente, e senza fatica, come sia venuta, e da che sia stata mossa una tal confessione. Ma, se ce ne fosse bisogno, n’abbiamo anche la dichiarazione di chi l’aveva fatta. Tra le molte testimonianze che il difensor del Padilla potè raccogliere, c’è quella d’un capitano Sebastiano Gorini, che si trovava, in quel tempo (non si sa per qual cagione) nelle stesse carceri, e che parlava spesso con un servitore dell’auditor della Sanità, stato messo per guardia a quell’infelice. Depone così: “mi disse detto seruitore, sendo se non (appena) all’hora stato detto Barbiere rimenato dall’esame: V. S. non sa che il Barbiere m’ha detto adesso adesso, che nell’esame che ha fatto, ha dato fuori (buttato fuori) il Sig. Don Gioanni figliolo del Sig. Castellano? Et io, ciò sentendo, restai stupito, et li dissi: è vero questo? Et esso seruitore mi replicò che era vero; ma che era anche vero che lui protestava di non raccordarsi di non hauer forsi mai parlato con alcuno spagnuolo, et che se li hauessero mostrato detto Sig. Don Gioanni, non l’haurebbe nè anche conosciuto. Et soggiongendo, esso seruitore, disse: io li dissi perchè dunque lo haueua dato fuori? et lui disse che l’haueua dato fuori per hauerlo sentito nominare là, et che perciò rispondeua a


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tutto quello che sentiva, o che li veniua così in bocca.” Questo valse (e ne sia ringraziato il cielo) a favor del Padilla; ma vogliam noi credere