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Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/827


DELLA COLONNA INFAME 821

grande, "il quale stava ascoltando pur anch’esso dietro ad un arazzo1": dic quid me velis dicere2; e la risposta di chi sa quant’altri infelici.

Finalmente, potendo più lo spasimo che il ribrezzo di calunniar sè stesso, che il pensiero del supplizio, disse: ho dato un vasetto pieno di brutto, cioè sterco, acciò imbrattasse le muraglie, al Commissario. V. S. mi lasci giù, che dirò la verità.

Così eran riusciti a far confermare al Mora le congetture del birro, come al Piazza l’immaginazioni della donnicciola; ma in questo secondo caso con una tortura illegale, come nel primo con un’illegale impunità. L’armi eran prese dall’arsenale della giurisprudenza; ma i colpi eran dati ad arbitrio, e a tradimento.

Vedendo che il dolore produceva l’effetto che avevan tanto sospirato, non esaudiron la supplica dell’infelice, di farlo almeno cessar subito. Gl’intimarono che cominci a dire.

Disse: era sterco humano, smojazzo (ranno; ed ecco l’effetto di quella visita della caldaia, cominciata con tanto apparato, e troncata con tanta perfidia); perchè me lo domandò lui, cioè il Commissario, per imbrattare le case, et di quella materia che esce dalla bocca dei morti, che son sui carri. E nemmen questo era un suo ritrovato. In un esame posteriore, interrogato doue ha imparato tal sua compositione, rispose: diceuano così in barbarìa, che si adoperaua di quella materia che esce dalla bocca de’ morti... et io m’ingegnai ad aggiongervi la lisciuia et il sterco. Avrebbe potuto rispondere: da’ miei assassini, ho imparato; da voi altri e dal pubblico.

Ma c’è qui qualche altra cosa di molto strano. Come mai uscì fuori con una confessione che non gli avevan richiesta, che avevano anzi esclusa da quell’esame, dicendogli che non se gli ricerca questa particolarità, perché sopra di essa non s’interroga? Poichè il dolore lo strascinava a mentire, par naturale che la bugia dovesse stare almeno ne’ limiti delle domande. Poteva dire d’essere amico intrinseco del commissario; poteva inventar qualche motivo colpevole, aggravante, dell’avere stracciata la scrittura; ma perchè andar più in là di quello che lo spingevano? Forse, mentre era sopraffatto dallo spasimo, gli andavan suggerendo altri mezzi per farlo finire? gli facevano

  1. Plutarco, Vita d’Alessandro; traduzione del Pompei.
  2. Q. Curtii, VI, 11.