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Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/690

684 I PROMESSI SPOSI

flagella e che perdona! Ma tu, verme della terra, tu vuoi far giustizia! Tu lo sai, tu, quale sia la giustizia! Va, sciagurato, vattene! Io, speravo... sì, ho sperato che, prima della mia morte, Dio m’avrebbe data questa consolazione di sentir che la mia povera Lucia fosse viva; forse di vederla, e di sentirmi prometter da lei che rivolgerebbe una preghiera là verso quella fossa dov’io sarò. Va, tu m’hai levata la mia speranza. Dio non l’ha lasciata in terra per te; e tu, certo, non hai l’ardire di crederti degno che Dio pensi a consolarti. Avrà pensato a lei, perchè lei è una di quell’anime a cui son riservate le consolazioni eterne. Va! non ho più tempo di darti retta.”

E così dicendo, rigettò da sè il braccio di Renzo, e si mosse verso una capanna d’infermi.

“Ah padre!” disse Renzo, andandogli dietro in atto supplichevole: “mi vuol mandar via in questa maniera?”.


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“Come!” riprese, con voce non meno severa, il cappuccino. “Ardiresti tu di pretendere ch’io rubassi il tempo a questi afflitti, i quali aspettano ch’io parli loro del perdono di Dio, per ascoltar le tue voci di rabbia, i tuoi proponimenti di vendetta? T’ho ascoltato quando chiedevi consolazione e aiuto; ho lasciata la carità per la carità; ma ora tu hai la tua vendetta in cuore: che vuoi da me? vattene. Ne ho visti morire qui degli offesi che perdonavano; degli offensori