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Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/637


CAPITOLO XXXIII. 631

birbone! contro i monatti! contro i ministri del tribunale! contro quelli che fanno l’opere di misericordia!”

“Tienlo bene, fin che lo portiam via,” disse il compagno, andando verso uno scrigno. E in quella il Griso entrò, e si mise con colui a scassinar la serratura.

“Scellerato!” urlò don Rodrigo, guardandolo per di sotto all’altro che lo teneva, e divincolandosi tra quelle braccia forzute. “Lasciatemi ammazzar quell’infame,” diceva quindi ai monatti, “e poi fate di me quel che volete.” Poi ritornava a chiamar con quanta voce aveva, gli altri suoi servitori; ma era inutile, perchè l’abbominevole Griso gli aveva mandati lontano, con finti ordini del padrone stesso, prima d’andare a fare ai monatti la proposta di venire a quella spedizione, e divider le spoglie.

“Sta’ buono, sta’ buono,” diceva allo sventurato Rodrigo l’aguzzino che lo teneva appuntellato sul letto. E voltando poi il viso ai due che facevan bottino, gridava: “fate le cose da galantuomini!”


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“Tu! tu!” mugghiava don Rodrigo verso il Griso, che vedeva affaccendarsi a spezzare, a cavar fuori danaro, roba, a far le parti,