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Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/576

570 I PROMESSI SPOSI

“Zitta!” rispose, con voce bassa ma iraconda, don Abbondio:


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“zitta! che non sapete quel che vi dite. Pregate il cielo che abbian fretta i soldati, o che non vengano a sapere le cose che si fanno qui, e che si mette all’ordine questo luogo come una fortezza. Non sapete che i soldati è il loro mestiere di prender le fortezze? Non cercan altro; per loro, dare un assalto è come andare a nozze; perché tutto quel che trovano è per loro, e passano la gente a fil di spada. Oh povero me! Basta, vedrò se ci sarà maniera di mettersi in salvo su per queste balze. In una battaglia non mi ci colgono oh! in una battaglia non mi ci colgono.”

“Se ha poi paura anche d’esser difeso e aiutato...” ricominciava Perpetua; ma don Abbondio l’interruppe aspramente, sempre però a voce bassa: “zitta! E badate bene di non riportare questi discorsi. Ricordatevi che qui bisogna far sempre viso ridente, e approvare tutto quello che si vede.”