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Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/402

396 I PROMESSI SPOSI

la compassione un poco come la paura: se uno la lascia prender possesso, non è più uomo.”

“Sentiamo un poco come ha fatto costei per moverti a compassione.”

“O signore illustrissimo! tanto tempo...! piangere, pregare, e far cert’occhi, e diventar bianca bianca come morta, e poi singhiozzare, e pregar di nuovo, e certe parole...”

— Non la voglio in casa costei, — pensava intanto l’innominato. — Sono stato una bestia a impegnarmi; ma ho promesso, ho promesso. Quando sarà lontana... — E alzando la testa, in atto di comando, verso il Nibbio, “ora,” gli disse, “metti da parte la compassione: monta a cavallo, prendi un compagno, due se vuoi; e va’ di corsa a casa di quel don Rodrigo che tu sai. Digli che mandi... ma subito subito, perchè altrimenti...”

Ma un altro no interno più imperioso del primo gli proibì di finire. “No,” disse con voce risoluta, quasi per esprimere a sè stesso il comando di quella voce segreta, “no: va’ a riposarti; e domattina... farai quello che ti dirò!”

— Un qualche demonio ha costei dalla sua, - pensava poi, rimasto solo, ritto, con le braccia incrociate sul petto, e con lo sguardo immobile sur una parte del pavimento, dove il raggio della luna, entrando da una finestra alta, disegnava un quadrato di luce pallida,

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