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Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/323


CAPITOLO XVI. 317

già, chi avesse bisogno di prendere una scorciatoia, ci saranno altri luoghi da poter passare? ”

“ Ce n’è sicuro, ” rispose l’oste, ficcandogli in viso due occhi pieni d’una curiosità maliziosa. Bastò questo per far morir tra’ denti al giovine l’altre domande che aveva preparate. Si tirò davanti il piatto; e guardando la mezzetta che l’oste aveva posata, insieme con quello, sulla tavola, disse: “ il vino è sincero? ”

“ Come l’oro, ” disse l’oste: “ domandatene pure a tutta la gente del paese e del contorno, che se n’intende: e poi, lo sentirete, ” E così dicendo, tornò verso la brigata.

— Maledetti gli osti! — esclamò Renzo tra sè: — più ne conosco, peggio li trovo. — Non ostante, si mise a mangiare con grand’appetito, stando, nello stesso tempo, in orecchi, senza che paresse suo fatto, per veder di scoprir paese, di rilevare come si pensasse colà sul grand’avvenimento nel quale egli aveva avuta non piccola parte, e d’osservare specialmente se, tra que’ parlatori, ci fosse qualche galantuomo, a cui un povero figliuolo potesse fidarsi di domandar la strada, senza timore d’esser messo alle strette, e forzato a ciarlare de’ fatti suoi.

“ Ma! ” diceva uno: “ questa volta par proprio che i milanesi abbian voluto far davvero. Basta; domani al più tardi, si saprà qualcosa. ”

“ Mi pento di non esser andato a Milano stamattina, ” diceva un altro.

“ Se vai domani, vengo anch’io, ” disse un terzo; poi un altro, poi un altro.

“ Quel che vorrei sapere,” riprese il primo, “ è se que’ signori di Milano penseranno anche alla povera gente di campagna, o se faranno far la legge buona solamente per loro. Sapete come sono eh? Cittadini superbi, tutto per loro: gli altri, come se non ci fossero. ”

“ La bocca l’abbiamo anche noi, sia per mangiare, sia per dir la nostra ragione, ” disse un altro, con voce tanto più modesta, quanto più la proposizione era avanzata: “ e quando la cosa sia incamminata... ” Ma credette meglio di non finir la frase.

“ Del grano nascosto, non ce n’è solamente in Milano, ” cominciava un altro, con un’aria cupa e maliziosa; quando sentono avvicinarsi un cavallo. Corron tutti all’uscio; e, riconosciuto colui che arrivava, gli vanno incontro. Era un mercante di Milano, che, andando più volte l’anno a Bergamo, per i suoi traffichi, era solito passar la notte in quell’osteria; e siccome ci trovava quasi sempre la