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Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/322

316 I PROMESSI SPOSI


E queste parole le proferì in quella maniera particolare che par che voglia dire: ho finito. Il curioso ritornò al suo posto; e, un momento dopo, l’oste venne a mettere in tavola.

“ Quanto c’è di qui all’Adda? ” gli disse Renzo, mezzo tra’ denti, con un fare da addormentato, che gli abbiam visto qualche altra volta.

“ All’Adda, per passare? ” disse l’oste.

“ Cioè... sì... all’Adda. ”

“ Volete passare dal ponte di Cassano, o sulla chiatta di Canonica? ”

“ Dove si sia... Domando così per curiosità. ”

“ Eh, volevo dire, perchè quelli sono i luoghi dove passano i galantuomini, la gente che può dar conto di sè. ”

“ Va bene: e quanto c’è? ”

“ Fate conto che, tanto a un luogo, come all’altro, poco più, poco meno, ci sarà sei miglia. ”


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“ Sei miglia! non credevo tanto, ” disse Renzo. “ E già, ” riprese poi, con un'aria d'indifferenza, portata fino all'affettazione: “ e