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Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/284

278 I PROMESSI SPOSI


“ Cosa vuol dir questo? ” esclamò Renzo, ingoiando un boccone dello stufato che il garzone gli aveva messo davanti, e sorridendo poi con maraviglia, soggiunse: “ è il lenzolo di bucato, codesto? ”

L’oste, senza rispondere, posò sulla tavola il calamaio e la carta; poi appoggiò sulla tavola medesima il braccio sinistro e il gomito destro; e, con la penna in aria, e il viso alzato verso Renzo, gli disse: “ fatemi il piacere di dirmi il vostro nome, cognome e patria. ”

“ Cosa? ” disse Renzo: “ cosa c’entrano codeste storie col letto? ”


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“ Io fo il mio dovere, ” disse l’oste, guardando in viso alla guida: “ noi siamo obbligati a render conto di tutte le persone che vengono a alloggiar da noi: nome e cognome, e di che nazione sarà, a che negozio viene, se ha seco armi... quanto tempo ha di fermarsi in questa città... Son parole della grida. ”

Prima di rispondere, Renzo votò un altro bicchiere: era il terzo;