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Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/210

204 i promessi sposi

supplica lei ha dato per certo; vengo a metterle davanti agli occhi le difficoltà, e ad accertarmi se le ha ben considerate. Si contenti ch’io le faccia qualche interrogazione. ”

“ Dica pure, ” rispose Gertrude.

Il buon prete cominciò allora a interrogarla, nella forma prescritta dalle regole. “ Sente lei in cuor suo una libera, spontanea risoluzione di farsi monaca? Non sono state adoperate minacce, o lusinghe? Non s’è fatto uso di nessuna autorità, per indurla a questo? Parli senza riguardi, e con sincerità, a un uomo il cui dovere è di conoscere la sua vera volontà, per impedire che non le venga usata violenza in nessun modo. ”

La vera risposta a una tale domanda s’affacciò subito alla mente di Gertrude, con un’evidenza terribile. Per dare quella risposta, bisognava venire a una spiegazione, dire di che era stata minacciata, raccontare una storia..... L’infelice rifuggì spaventata da questa idea; cercò in fretta un’altra risposta; ne trovò una sola che potesse liberarla presto e sicuramente da quel supplizio, la più contraria al vero. “ Mi fo monaca, ” disse, nascondendo il suo turbamento, “ mi fo monaca, di mio genio, liberamente. ”


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“ Da quanto tempo le è nato codesto pensiero? ” domandò ancora il buon prete.