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Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/198

192 i promessi sposi

render lieta e splendida la sorte della figlia. Parlò delle distinzioni di cui goderebbe nel monastero e nel paese; che, là sarebbe come una principessa, come la rappresentante della famiglia; che, appena l’età l’avrebbe permesso, sarebbe innalzata alla prima dignità; e, intanto, non sarebbe soggetta che di nome. La principessa e il principino rinnovavano, ogni momento, le congratulazioni e gli applausi: Gertrude era come dominata da un sogno.


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“ Converrà poi fissare il giorno, per andare a Monza, a far la richiesta alla badessa, ” disse il principe. “ Come sarà contenta! Vi so dire che tutto il monastero saprà valutar l’onore che Gertrude gli fa. Anzi.... perché non ci andiamo oggi? Gertrude prenderà volentieri un po’ d’aria. ”

“ Andiamo pure, ” disse la principessa.

“ Vo a dar gli ordini, ” disse il principino.

“ Ma.... ” proferì sommessamente Gertrude.

“ Piano, piano, ” riprese il principe: “ lasciam decidere a lei: forse oggi non si sente abbastanza disposta, e le piacerebbe più aspettar fino a domani. Dite: volete che andiamo oggi o domani? ”