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Pagina:I promessi sposi (1840).djvu/178

172 i promessi sposi


Era essa, in quel momento, come abbiam detto, ritta vicino alla grata, con una mano appoggiata languidamente a quella, e le bianchissime dita intrecciate ne’ vòti; e guardava fisso Lucia, che veniva avanti esitando. “ Reverenda madre, e signora illustrissima, ” disse il guardiano, a capo basso, e con la mano al petto: “ questa è quella povera giovine, per la quale m’ha fatto sperare la sua valida protezione; e questa è la madre. ”

Le due presentate facevano grand’inchini: la signora accennò loro con la mano, che bastava, e disse, voltandosi, al padre: “ è una fortuna per me il poter fare un piacere a’ nostri buoni amici i padri cappuccini. Ma, ” continuò; “ mi dica un po’ più particolarmente il caso di questa giovine, per veder meglio cosa si possa fare per lei. ”

Lucia diventò rossa, e abbassò la testa.

“ Deve sapere, reverenda madre.... ” incominciava Agnese; ma il guardiano le troncò, con un’occhiata, le parole in bocca, e rispose: “ questa giovine, signora illustrissima, mi vien raccomandata, come le ho detto, da un mio confratello. Essa ha dovuto partir di nascosto dal suo paese, per sottrarsi a de’ gravi pericoli; e ha bisogno, per qualche tempo, d’un asilo nel quale possa vivere sconosciuta, e dove nessuno ardisca venire a disturbarla, quand’anche.... ”

“ Quali pericoli? ” interruppe la signora. “ Di grazia, padre guardiano, non mi dica la cosa così in enimma. Lei sa che noi altre monache, ci piace di sentir le storie per minuto. ”

“ Sono pericoli, ” rispose il guardiano, “ che all’orecchie purissime della reverenda madre devon essere appena leggermente accennati..... ”

“ Oh certamente, ” disse in fretta la signora, arrossendo alquanto. Era verecondia? Chi avesse osservata una rapida espressione di dispetto che accompagnava quel rossore, avrebbe potuto dubitarne; e tanto più se l’avesse paragonato con quello che di tanto in tanto si spandeva sulle gote di Lucia.

“ Basterà dire, ” riprese il guardiano, “ che un cavalier prepotente.... non tutti i grandi del mondo si servono dei doni di Dio, a gloria sua, e in vantaggio del prossimo, come vossignoria illustrissima: un cavalier prepotente, dopo aver perseguitata qualche tempo questa creatura con indegne lusinghe, vedendo ch’erano inutili, ebbe cuore di perseguitarla apertamente con la forza, di modo che la poveretta è stata ridotta a fuggir da casa sua. ”