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aveva riandato a bell’agio il nascondimento fatto in furia, cominciò a dolersi d’aver dimenticata la tal cosa, d’aver mal riposta la tal’altra; qui, d’aver lasciata una traccia che poteva guidare i ladroni, là....

“Brava!” disse don Abbondio, rassicurato a poco a poco della vita, quanto bastava per potere angustiarsi della roba: “brava! così avete fatto? Dove avevate il capo?”

“Come!” sclamò Perpetua, fermandosi un momento sui due piedi, e mettendo le pugna in sui fianchi, a quel modo che la gerla glielo permetteva: “come! ella verrà adesso a farmi di codesti rimproveri, quando era a ella che me lo toglieva il capo, invece di aiutarmi e di darmi coraggio! Ho pensato forse più alla roba di casa che alla mia; non ho avuto chi mi desse una mano; ho dovuto far da Marta e da Maddalena: se a qualche cosa andrà male, non so che dire: ho fatto anche più del mio dovere.”

Agnese interrompeva queste quistioni, entrando anch’ella a parlare de’ suoi guai; e non si rammaricava tanto del travaglio e del danno, quanto del vedere svanita la speranza di riabbracciar presto la sua Lucia: chè, se vi ricorda, era appunto quell’autunno, sul quale avevan fatto assegnamento: nè era da sup-