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i precursori nel mondo antico, ecc. 45

e certe formule arcane mediante le quali conoscere le forze della natura o determinare l’influsso dei pianeti massime all’istante natalizio, od evocare gli spiriti dei morti. Così la scienza bambina di quei tempi, rianimando l’astrologia che sin dal suo primo nascere nella Caldea, nella Persia, aveva quella impronta caratteristica, stabilisce un rapporto di causalità tra l’umano ed il divino, tra il cielo e la terra.

Questo principio man mano si purifica e viene riportato alle sue pure sorgenti naturali, e resta solo il vero concetto naturalistico e fisico, spogliato dal mistico e dal soprannaturale, che gli astri esercitano una influenza sul pensiero„.



Celebri astrologi furono Teodoro, consigliere di Federico II, Riprandino da Verona, Guido Bonatti, Salione Padovano, Paolo Dagomari, Michele Scotto, Pietro de Abbano, Tommaso Pizzamiglio da Venezia, e Nicolò da Paganico, i due ultimi astrologi di Carlo V. Il De Abbano si occupò di Fisionomica nel Liber compilationis physionomiae, edito a Padova nel 1474, riprende la fisionomia di Aristotele e vi aggiunge osservazioni personali, ed entra poi a trattare estesamente dell’influenza dei 12 segni dello zodiaco. Il canone principale dell’insegnamento astrologico è che gli astri esercitano un’influenza sui destini dell’uomo, rendendolo buono o cattivo, bello o brutto a seconda che egli è nato sotto