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I Vicerè 375

principessa madre aveva dovuto farle. «E gli altri? E le altre?...» Infatti, dove metter Lucrezia? La pazzia di costei era andata tutt’al rovescio: dopo aver fatto cose dell’altro mondo per sposare Giulente, adesso, a poco a poco, era arrivata quasi a disprezzarlo, gli dava dell’asino a tutto pasto, non poteva soffrire la sua politica che prima l’aveva accesa, gli diceva sul muso: «Ha pur da tornare Francesco II che vi legherà tutti quanti!...» E le speculazioni di don Eugenio? Questi, facendo pagare un occhio del capo al principe di Roccasciano cocci ed imbratti, li riprendeva per due baiocchi dalla moglie che, invasata dal demonio del giuoco, li sottraeva dagli scaffali.... E la metamorfosi di Ferdinando? Pareva che la passione per le Ghiande non potesse finirgli mai: un bel giorno le aveva piantate, aveva lasciato in asso tutti gli esperimenti agricoli e meccanici e se n’era venuto a stare in città. Non mancava ai lunedì della cognata, andava tutte le sere al teatro, frequentava le donne, e per non metter più piede nel podere che gli era stato tanto a cuore, lasciava che il suo fattore gli rubasse gli occhi. «È pazzo?... Son pazzi?...» Donna Isabella non parlava d’altro, sapendo d’appagare il rancore di Raimondo. Egli l’aveva, sì, con tutti, ma il suo astio più grande era serbato al principe.

Costui non aveva fatto un danno soltanto morale al fratello, gli aveva anche fatto pagar salato il suo appoggio. Nei momenti in cui era impegnato a spuntarla contro tutti, a trionfare degli immensi ostacoli di cui era irta l’impresa dello scioglimento dei matrimonii, Raimondo non aveva neppur calcolato quel che gli costava la pace col fratello maggiore; era tanto, allora, il suo impegno, che egli avrebbe forse consentito a cedere tutto ciò che aveva. Adesso che faceva il conto e tirava le somme, vedeva che Giacomo gli aveva preso un buon terzo del suo. Come a Lucrezia, aveva presentato a lui la nota dell’ospitalità accordatagli, una nota molto lunga perchè comprendeva le spese fatte per la Palmi e le bambine; poi aveva tirato fuori le solite cambiali ap-