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I Nibelunghi 729

195In armi fosse principe Dietrico,
Troppo cruccioso e vinto era Gunthero
Da selvaggio furor, poi che nemico
Erasi fatto a quello omai di core
Per l’aspro duol toccato; e si dicea
200Ch’era prodigio se Dietrico a lui
Incolume scampò. Grande il valore,
Grande la forza di cotesti assai,
E risonava di lor colpi intorno
Con sue torri il palagio, allor che sopra
205Agli elmi buoni ei si battean coi brandi.
Avea sire Gunthero anima fiera.
     Ma il vinse poi, come d’Hàgene in pria
Accadde ancor, quel da Verona. Il sangue
Per le maglie all’eroe scorrer fu visto
210Sotto alla spada che recava acuta
Prence Dietrico. Pur s’avea difeso,
Dopo tanta stanchezza, in guisa assai
Degna di lode, re Gunthero. Il sire
Fu dalla mano di Dietrico avvinto
215Di foggia tal, che regi mai ritorte
Non soffron pari; e quei pensava intanto