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646 I Nibelunghi

Per lor mani a morir. Mala custodia
Si fea frattanto a quegli ospiti illustri.
     Ma il re, ma la regina anche, di questo
Avean pensier che gli Unni cavalieri
15Pria del vespro tentassero la pugna
Novellamente. E d’essi altri vedea
Starsi là innanzi ventimila eroi,
Quali dovean discendere a l’assalto.
     Contro agli ospiti allor fiera levossi
20Una tempesta, e Dancwarto, fratello
D’Hàgen, l’ardito cavaliere assai,
Da presso a’ prenci suoi verso la porta
Contro a’ nemici si slanciò. Credeasi
Che morto ei fosse, e ritornò là innanzi
25Incolume. E durò l’orrida pugna
Fin che la notte la troncò. In tal guisa,
Per quanto è lungo un giorno estivo,
                                                             innanzi
D’Ètzel ai prodi gli ospiti a sè stessi
30Curar difesa, come ancor s’addice
A buoni cavalieri. Oh! quanti eroi
Ardimentosi da’ lor piedi innanzi