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I Nibelunghi 607

E non lasciate che fuori esca un solo
Di questi Unni. Distretta ci costringe,
E favellar degg’io a’ cavalieri.
Ingiustamente giacciono que’ nostri
40Famigli uccisi. — Poi ch’io son, rispose
L’ardito prode, il custode alla sala,
A’ re possenti ben poss’io servire,
E però queste scale, a l’onor mio
Conforme, in cura avrò. — Cosa più acerba
45Di Kriemhilde agli eroi non potè incogliere.
     Gran meraviglia ora mi prende, intanto
Hàgen dicea, che mai gli Unni guerrieri
Si stian fra loro a mormorar. Di quello
Che alla porta si sta, che le novelle
50Portò di corte di Borgogna ai prenci,
Liberarsi ei vorrìan; così mi penso.
Da lungo tempo di Kriemhilde udii
Questo narrarmi, ch’ella del suo core
Lasciar non vuol l’affanno. Ora, d’alcuno1
55Per noi si beva alla memoria e il vino

  1. Di Sifrido.