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606 I Nibelunghi

Bloedelin sire. Ma ben cara assai
15La pena ei ne pagò; questo vogl’io
A voi narrare. Queste mani mie
Gli han la testa recisa. — Oh! picciol danno
È inver cotesto, Hàgen rispose, allora
Che d’alcun cavalier questa novella
20Ridir si possa ch’ei perdè sua vita
Per man d’un altro cavalier. Da piangere
Meno s’avrà per ciò donna leggiadra.
Ma ditemi, e perchè di sangue tinto
Siete così, fratel Dancwarto? Credo
25Che per vostre ferite assai dolore
Soffriate voi. Ma se chi fea cotesto
Ancor s’annida in questa terra, andarne
Dovrà sua vita, ancor se di salvarlo
Tenta il diavolo reo. — Deh! che qui sano
30Voi mi vedete, e son di sangue molli
Le vesti mie. Per piaghe altrui, cotesto
A me toccava, e tanti oggi ho qui uccisi,
Ch’io dirvi non potrei, giurar dovessi,
Quanti erano, giammai. — Fratel Dancwarto,
35Hàgen disse, guardateci la porta