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I Nibelunghi 543

205Ben che gentile ei si comporti, truce
Uomo è d’assai. Farò vedervi io tosto
Ch’io non mentii per nulla. — Oh! come dunque
Conoscere io potrei ch’egli è si truce?
     Ètzel non anche l’arti conoscea
210Malvagie e triste, quali a’ suoi congiunti
La regina apprestò, sì che nessuno
D’appo gli Unni, che in vita anche si fosse,
A dietro non mandò.1 — Già conosciuto
Ebbi un giorno Aldrïano. Egli era un uomo
215Soggetto a me, che lode e onore assai
Appo me s’acquistò. Lui feci ancora
Cavaliero e gli diei dell’oro mio;
Hèlche fedele dall’intimo core
Gli era benigna assai. Però le cose
220D’Hàgen tutte conosco. Erano miei
Ostaggi qui due nobili garzoni,

  1. Cioè la regina Kriemhilde non lasciò che nessuno dei Borgognoni ritornasse vivo dalla terra degli Unni.