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338 I Nibelunghi

Da Worms al Reno senza scorta. Andarne
135Sicuri elli potean dell’alme loro,
Anche sorpresi in un nemico assalto,
Chè bastava de’ forti Nibelunghi
A difender la mano. Ei da nessuno
Prendean commiato, e furon visti intanto
140Venir con molto affetto a Sigemundo
E Gernòt e Gislhero. Il danno suo
Era dolor per essi, e questi eroi,
Magnanimi e cortesi, apertamente
Il mostravan da l’intimo. Con dolce
145Atto dicea prence Gernòt: Iddio
Ben sa dal ciel che colpa non ebb’io
Di Sifrido alla morte, ove ridirmi
Udito avessi chi nemico gli era.
Per giustizia degg’io piangerlo intanto.
     150A’ vïandanti buona scorta diede
Gislhero giovinetto. Ei dalla terra,
Con molta cura, principe Sigmundo
Co’ suoi guerrieri, a casa, in Niderlande,
Condusse. Oh! quanto pochi il vecchio sire
155Là trovò de’ congiunti allegri e lieti!