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306 I Nibelunghi

Un di lor sangue hanno ferito a morte,
S’io ciò potessi (disse ancor Sifrido),
480Pianger dovrei di ciò più giustamente.
     Pietosamente assai così parlava
L’eroe ferito a morte: O nobil sire,
S’anche vi piace a tal fede serbare
Quaggiù nel mondo, deh! lasciate voi
485Che a vostra grazia accomandata sia
La sposa mia diletta. Ella di tanto
Godasi almen perch’è sorella vostra.
Con ogni pregio di regal signora,
Con fè, si stette presso a voi. Oh! a lungo
490Attender mi dovranno il padre mio
E i miei fedeli! Oh! per diletto amico
Maggiore affanno di cotesto a donna
Giammai non si recò! — Da tutte parti
Eran del sangue suo bagnati i fiori,
495Ed ei lottava con la morte. A lungo
Non fe’ cotesto, chè profonda assai
La mortifera punta il lacerava,
E l’uom gagliardo, valoroso e bello,
Nulla più dir potè. Ratto che i prenci