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I Nibelunghi 301

370La spada e là depose la faretra
E la forte sua lancia al tronco d’uno
Di que’ tigli appoggiò. Stava da presso
Al zampillar de la fontana il prode,
Straniero in quella terra. Oh! ma ben grande
375Era di lui la cortesia! La targa
Al suol depose ove scorrea la fonte,
E ben che sete il tormentasse forte,
L’eroe non bevve già, pria che bevuto
Non avesse Gunthero. Oh! per cotesto
380Male costui gli rese grazia poi!
     Fresca, limpida e buona era la fonte
E Gunthèr si chinava a quel zampillo;
Di là, poi che ne bevve, ei si rizzava,
E volentier ciò fatto avrìa pur anco
385Sifrido ardimentoso;1 egli la sua
Cortesia pagò cara. E ferro ed arco
Via di là gli furava Hàgene intanto
E cacciavasi ancor là ’ve del forte

  1. Di levarsi cioè come Gunthero. Ma non potè.