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284 I Nibelunghi

     Andava allora il nobil cavaliero
Là ’ve trovò Kriemhilde sua. Ma intanto
Di lui, de’ suoi compagni, altri sul dorso
15Ponea de’ muli un nobile da caccia
E ricco arnese. Andarne egli voleano
Di là dal Reno. Oh! non dovea Kriemhilde
Maggior doglia soffrir! La sua diletta
In bocca egli baciò. Conceda Iddio
20Che salva i’ ti rivegga, o donna mia,
E me riveggan gli occhi tuoi! Tu dêi
Co’ tuoi dolci congiunti a questi giorni
Intrattenerti, che restarmi a casa,
Qui, non poss’io. — Pensò Kriemhilde allora
25(E nulla osò ridir) ciò ch’ella in pria
Ad Hàgene ebbe detto. Incominciava
A lamentar la nobile regina
Perch’ella mai nascesse in vita. Pianse
Di principe Sifrido in là da modo
30La nobile mogliera. Oh! vostra caccia
Abbandonate! al forte ella dicea.
Male sognai la notte, e come due
Feroci verri pel selvaggio loco