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I Nibelunghi xxxiii

gnifica: la Canzone dei Nibelunghi, quella stessa che qui diamo tradotta col titolo: I Nibelunghi. Ma v’è un’altra redazione del poema, più raramente conservata dai manoscritti, che, partendosi da quella del 1170, cerca togliere certe contraddizioni e tenta, in sulla fine, di legare il racconto ad un altro componimento, detto il pianto dei Nibelunghi, composto, esso pure, intorno al 1170. Quest’altra redazione porta il titolo: Der Nibelunge nôt, cioè: La rovina dei Nibelunghi, titolo preso dall’ultimo verso del poema:

Daz ist der Nibelunge nôt,

cioè:

Questa dei Nibelunghi è la rovina.

Ma, qualunque sia il poeta al quale è dovuto il poema, credesi che il maggior pregio dell’opera sua consista nell’aver magistralmente delineato i caratteri dei suoi personaggi. Che se egli non li inventò, come è na-

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