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240 I Nibelunghi

E questo esser dovea. Ma dal vïaggio
15A quella corte grave la sciagura
Nacque, e mai più non vide il pargoletto
Il padre suo, la madre sua. Ne andava
Fra essi ancora principe Sigmundo.
Che se giusto ei sapea ciò che più tardi
20Ne la festa gli accadde, oh! quella festa
Veduta ei non avrìa! Doglia maggiore
Mai non gli venne appo diletti amici.
     Furon mandati messaggieri innanzi
Le novelle a ridir. Tosto con ampia
25Schiera e pomposa incontro a chi venìa
Mossero cavalcando amici assai
D’Ute ed uomini assai di re Gunthero.
L’ospite regio a darsi pronta cura
Incominciò per gli ospiti. Sen venne
30Appo Brünhilde ove trovolla assisa.
     Come v’accolse la sirocchia mia,
Disse, allor che veniste a questa terra?
Similemente accogliere v’è d’uopo
Di Sifrido la donna. — E volentieri
35Farò cotesto, ella rispose; a lei