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Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, I.djvu/234


I Nibelunghi 163

35Madre ancora, invïar, che noi pel Reno
Ci avviciniamo. E di cotesto voi
Prego, o Sifrido. Questo mio desire
Deh! mi compite, perch’io sempre poi
Vi sia devoto. — Così disse il prence,
40Eletta spada. Ma Sifrido, ei forte
Ardimentoso, ricusando stette,
Fin che Gunthero a supplicar d’assai
Incominciò. Per l’amor mio, dicea,
E di Kriemhilde per l’amor, la vaga
45Fanciulla, perchè poi meco devota
Ella vi sia, la nobile donzella,
Partir v’è d’uopo cavalcando. — Ratto
Che udì cotesto principe Sifrido,
Accinto e pronto fu al vïaggio il prode.
     50Or m’imponete ciò che più v’è a grado,
Chè nulla a voi si negherà. Cotesto
Io volentier farò per la fanciulla
Leggiadra tanto. Ricusarmi a quella
Che porto in cor, come potrei? Qualunque
55Cosa per lei chieggiate voi, d’un tratto
Sarà compiuta. — Alla mia madre adunque,