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Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, I.djvu/221

150 I Nibelunghi

100Del giovinetto eroe fe’ ad Alberico
Rancura grave; e il nano ardimentoso
Così gridava intanto: Oh! mi lasciate,
Oh! mi lasciate illeso! E s’io potessi
Farmi d’altrui senza un altro guerriero
105Al qual già feci sacramento io stesso
D’essergli schiavo, prima ch’io morissi
Vostro servo sarei. — Così dicea
L’astuto, e quegli incatenava intanto
E Alberico e il gigante, e grave doglia
110Lor fea la forza di Sifrido. Il nano
Fe’ tal principio alle domande sue;
     Qual nome avete voi? — Detto son io
Sifrido, ei disse, e credo ancor che noto
Io ben vi sia. — Disse Alberico, il nano:
     115Buona per me questa novella, ed io
Esperienza fei per l’opre vostre
Di cavalier ch’esser dobbiate voi
Di buon diritto in questa terra il sire.
Ciò che bramate, io vi farò, illeso
120Pur che voi mi lasciate. — Ora v’è d’uopo,
Disse prence Sifrido, irne veloce