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Alle 2,10 Cavallotti, accompagnato da’ suoi padrini Bizzoni e Tassi, giunse sul terreno dello scontro e pochi momenti dopo vi giunse Macola, insieme ai suoi padrini Fusinato e Donati e al medico Cervelli.

Molti deputati ed amici dei duellanti attendevano le notizie sull’esito della lotta nei pressi della Villa.

L’on. Tassi così narrò lo svolgersi del combattimento:

«Comandava il terreno l’on. Fusinato; assistevano come medici, i dottori Montenovesi e Cervelli. Il primo fu per Cavallotti, il secondo per Macola.

«Dopo le formalità d’uso, gli avversari furono posti in guardia.

«Macola manteneva una guardia bassa; Cavallotti, dopo qualche istante attaccò e il Macola, senza parare, allungava il braccio, dirigendo la punta in alto1. Vi fu un momento che parve che la punta della sciabola di Macola avesse toccato il petto di Cavallotti. Fu intimato l’alt; ma non si constatò alcuna lesione.

«Alla seconda ripresa del combattimento il giuoco da ambe le parti non mutò; e negativi furono gli attacchi.

«Il terzo assalto non differì dai precedenti; si gridò alt essendosi vista la punta della sciabola di Macola colpire Cavallotti alla bocca, mentre Macola scartava a destra.

«Cavallotti non se n’era accorto. Però, fermatosi, portò la mano alla bocca e mentre chiedeva a Montenovesi ed a Bizzoni, che lo osservassero: — Che cosa è? — gli uscì un fiotto di sangue.

«Appoggiato al braccio di Tassi e di Bizzoni, Cavallotti camminando per cinque passi entrò nel piccolo oratorio della villa, ove tutto era preparato largamente per le medicature.

«Al dottor Montenovesi si unirono subito i dottori Cervelli e Ascensi.

«Cavallotti fu fatto sedere, mentre seguitava a uscire il sangue a fiotti. Era diffìcilissimo scoprire il punto leso, an-

  1. Infatti i tecnici consigliano di agire in tal guisa per arrestare l’avanzata dell’avversario e per conservare la misura.