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Il mondo cambia; ma i sentimenti dell’io, rimangono sempre gli stessi, sempre minacciosi contro chiunque voglia attribuirgli responsabilità che non gli spettano, o che non gli convengono.

Partendo da questo principio assoluto, un libro sui duelli mortali del secolo XIX potrebbe anche rappresentare una pazzia; una follia, per lo meno, toccare a quelli recenti: a quelli di jeri, per così dire, non ancora acquisiti dalla storia come i duelli di tempi più remoti.

A questo ho pensato lungamente, quando mi sono accinto a evocare colla narrazione i fantasmi; a far sortire dall’ombra gli spettri delle vittime della più stupida costumanza della società nostra: il duello.

E il duello è cosa stupida, perchè non cancella le ingiurie; non le vendica; ma quasi sempre ribadisce la calunnia e consacra l’equivoco con una forma convenzionale, dalla modernità addimandata pomposamente: cavalleresca.

Perciò, mi sono studiato di rimuovere con bel garbo le ceneri, ancora calde, di queste sventurate vittime del combattimento a due, per non sollevare proteste e peggio; per non far divampare nuovamente fuochi spenti o quasi; per creare nuove querele; per non suscitare odî novelli, che si risolvessero in novelle uccisioni cavalleresche.

E, questo ho cercato di raggiungere con la scrupolosa


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