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Sequita ordinariamente, et ancora la descriptione dil tertio prato verso il centro, il quale nel suo mediano havea una capsa di contento circinato, tripedale levata, per diametro dui passi la apertione, cum gli accessori liniamenti. Fora se exaltava uno artificiato buxo, dil sequente topiario composito. La capsa era di litharmeno finissimo. Il stipite sesquipedale, sopra resideva una deformatura cepea, alquanto il circinao dilla capsa excedendo. La quale era vacua, et aperta nel supremo per diametro semi et uno passo. Sopra gli labri dilla quale apertura una columnatione di sei verdigianti stipiti gyrava cum arculi, pedi alti quatro. Poscia uno fastigio metale, overo deformato in caliceo pede ascendeva. In la summitate dil quale iaceva una iustissima pila, di pedi tre la sua crassitudine. Sopra l’extremo infernate dil metato fastigio, ad perpendiculo di ciascuno stipite se incocleava una cauda di uno serpente, cum el ventre repando, et pandante la spina, quanto era lo exito dilla proiectura dilla corpulentia cepale. Adhaerendo cum il collo alla supra existente pila, cum il capo porrecto et fauce aperte, et per occultissimi fistulacei meati saliva fundendo per la bucca odoratissima aqua, cum gli pedi extensi verso il capo, cum le ale panse, in numero sei. Fora dil vertice dilla pila prosilivano rami tre, trifaria divisi, et devexi bipedali sublevati. Ciascuno dunque degli quali nella sua cima sustentava una arula rotundata, overamente uno tubulo cum exquisita diligentia attributo di sopra la coronetta, et di sotto le gule opportune, cum aequatissima decimatura. L’altitudine sencia gli liniamenti pedi tre. Sopra la piana resideva una antiquaria hydria, quadrifaria ansata levata pedi tre. Dalle quale singularmente nasceva uno buxo cum dui gradi di rotundatura buxea. Lo inferno excedeva di circuito la corpulentia dilla subiecta hydria, levato dall’orificio sopra il stipite pedi uno, l’altro superno distava da questo alquanto minorato altrotanto. Ultra questo sublato, altrotanto era una pila dill’ambito dil vaso. Fora dille quale, cum aequa altitudine, una all’incontro dill’altra stante cum separatione triangulare. Saliva per ciascuna uno rectissimo stipite. Uno cum l’altro coniugati cum tre archi semicirculari. Il flexo degli quali dalla distantia di uno stipite al altro tendeva, ma a gli corni, overo peduci degli archi adiuncto gli era uno stipite per