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Ciascuna facia dilla quadratura della meta, sotta all’initio della gradatione de questa admiranda Pyramide, sopralocata al praefato aedificamento, in extensione longitudinale, era stadii sei. Multiplicati per quatro in ambito, la dicta nel pedamento aequilatero occupava comprehendendo, quatro et vinti stadii. In altitudine daposcia da qualunque angulo levando le linee, cum mensura, quanto la ima linea è del plintho, tutte quatro al summo mediano inseme conveniente concurrendo la figura Pyramydale perfecta constituivano. Il perpendicolo mediano sopra el centro degli dyagonii del Plyntho incruciati, delle sei partitione una meno constava delle ascendente linee.

La quale immensa et terribile Pyramide cum miranda et exquisita Symmetria gradatamente Adamantale salendo, continiva dece, et quatro cento et mille gradi, overo scalini decrustati. Dempti gradi dece opportuni ad terminare el gracilamento. Nel loco di quali era apposito et suffecto uno stupendo Cubo solido et fermo, et della crassitudine monstruoso, offerentise sencia credito di subvectura in quella summitate deputato. De quella medesima petra Paria, che erano le gradatione. El dicto quadrato fue per basa et substentaculo supposto dell’obelisco, che se hae da dire. Questo ingentissimo saxo, che tale non fue chermadio levato da Titide, havea uno prolapso in ambito, de sei parte, due in descenso, et una nella cacuminata planicie, ristava nel supremo plano lato per diametro passi quatro. Nella coaequatura del quale, eminevano quatro pedi de Harpyia de metallo cum gli pilaci et branchie ungiute fusile, nella maxima petra verso gli anguli, sopra le linee dyagonie, infixi et fermamente implumbati. De crassitudine proportionata, et de altecia di dui passi. Le quale inseme bellissime innodantise, ambiendo ligavano lo infimo Socco di uno grande Obelisco. Conflati in mirabile folgiature, et fructi, et fiori di conveniente granditate. Sopra gli quali premeva lo Obelisco firmissime supraposito. La latitudine del quale de passi bini, et sette, tanto in altecia, artificiosamente acuentise, de petra Pyropecila Thebaicha. Nelle facie del quale erano Hieroglyphi aegyptici egregiamente insculpti, lisso, et quale speculo illustramente terso.

Nel supremo fastigio dil quale, summa cum diligentia et arte sopraposito resideva una stabilita basa di auricalco. Inella quale ancora era una versatile machina, overo uno petaso, in uno stabile perone, overo pollo superinfixa. El quale retinia una imagine de Nympha elegante opera della recitata materia. Da convertire in stupore chi acuratissimo, et cum obstinato intuito la considerava. Cum tale et cusì fata proportione, che la se concedeva alla communa statura nel aire perfectamente giù di vedere. Et