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tite voi dunque che siete tutti ad uno ad uno rinserrati in bottiglie, di vetro, e che non potete nemmeno muovervi, molto meno poi passeggiare?” — A queste parole gli scolari ed i praticanti gettarono un grande scoppio di riso e gridarono: “Questo studente è pazzo, egli s’immagina d’essere seduto in una bottiglia di vetro, mentre egli è in piedi sul ponte d’Elba, e guarda nell’acqua. Andiamo più oltre.” — Ahimè! sospirò lo studente, costoro non hanno mai veduta l’amabile Serpentina, essi non sanno che cosa sia la libertà e la vita nell’amore e nella fede; perciò essi non sentono la pena d’una prigione nella quale furono gettati dal salamandro per punirli della loro pazzia e della rozzezza del loro spirito; ma io, disgraziato, io sarò consumato dal dolore e dalla miseria, se quella che mi ama non mi libera. “La voce di Serpentina attraversò la camera e mormorò queste parole: “Anselmo! Anselmo! — ama, — credi, — spera!” — E ciascuna delle sue parole penetrava come un raggio di luce nella prigione d’Anselmo ed il cristallo dovette cedere ai suoi sforzi e