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del fuoco si risveglierà nel salamandro, ma egli non potrà innalzarsi al di sopra della condizione dell’uomo, ed egli dovrà, accettando la vita miserabile dei mortali, gustarne anche tutte le amarezze. Ma egli non ritroverà soltanto la memoria della sua origine; egli ritornerà a vivere in una santa armonia colla natura, egli comprenderà le sue meraviglie, e disporrà della potenza dei suoi fratelli, i Genii. Ei ritroverà in un cespuglio di gigli la sua amata, la colubra verde, e i frutti di questa unione saranno tre figlie che verranno al mondo sotto la forma della loro madre. Nella primavera, esse giocheranno nel cupo fogliame del sambuco, e faranno udire le loro voci cristalline. Allora si deve trovare, in quell’epoca d’acciecamento fatale un giovane che comprenda i loro canti; se una delle piccole colubre lo guarda con occhio dolce, questo sguardo risveglierà in lui il presentimento della regione lontana e misteriosa alla quale il suo coraggio potrà sollevarlo, s’egli rigetta tutto quello che vi è in lui di comune: e se, nel suo amore per la colubra, egli trova una fede sincera ed ardente