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si trovava, era incredibile, perchè il terrore più orrendo si univa in lui all’estasi più deliziosa. Improvvisamente egli si sentì abbagliato da una viva luce; e vide Antonia e il suo sposo che si tenevano abbracciati e si guardavano teneramente. Il canto continuò e così pure gli accordi del pianoforte, e Antonia non cantava e il giovane non toccava i tasti. Il Consigliere cadde in uno svenimento profondo. Risvegliandosi, gli restò la memoria del suo sogno. Egli corse nella camera di Antonia. Ella era distesa sul letto, cogli occhi chiusi, e col sorriso sulle labbra. Sembrava che dormisse e fosse cullata da sogni di felicità. — Ma ella era morta.


fine del violino di cremona