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il concetto d’un affettuoso riserbo dal titolo già riprodotto, perchè lo stesso Sabadino dice: «Il nome , ben che sia de molto splendore , a mi non piace altrimenti explicare, perchè fin a la fine non se può l’huomo chiamare beato». Pel disinteressato augurio che a lei vedova esprime di trovar nuovo e degno marito e per la esclamazione

«Beato colui a chi per felice sorte tocharà tanta donna!» a noi sembra che si debba vedere nell’affetto di Sabadino per la bella incognita una semplice per quanto intensa amicizia, per la quale non fa certo difetto la frase: «Li nostri animi furono sempre pudicamente uniti.»

Chi fosse costei non ci è dato sapere con precisione. Sabadino scrive che ebbe il nome della figliola del re Metabo ossia Ca-