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172 | sonetti d’amore |
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Com’egli cela l’oggetto del suo amore.
Non sia dottoso alcun om, perch’eo guardi
a donna, unde li tegna gelosia,
che vista fo che di ciascuna embardi,
ma non però ch’eo la volesse a mia.
5Ché lei che m’ha feruto con soi dardi
non guardo mai, sí che parevel sie,
e solo perché d’essa om non se guardi
en tante parte amar fo semelia.
Or dirá l’om: non ben se’ ti guardato:
10credendoti covrir, mostrat’hai via,
com’omo apprenda tuo segreto stato.
Perch’eo dirò giá ben certo follia:
ch’eo mi sento ver ciò tanto sennato,
che qual piú po, piú me nocente sia.
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Piú dice e piú desidera dire per celebrare l’alto valore della sua donna.
Com’eo piú dico, piú talento dire,
gioia, de voi, de tutto onor gioiosa;
e non tanto però, che de servire
ho sempre l’alma mia desiderosa,
5quanto per vostr’alto valor, che gire
veggio a monte, montando ogni altra cosa,
che donna coronata a voi tenire
non se po par, che per ragion non osa:
poi reina de tutto alto valore
10e de beltá compiuta en pregio degno,
e de ciò tutto, che dimanda onore,
sete sí ben, com’altra è de suo regno;
e chi val molto a poco de riccore,
che varrebbe ad assai mostra ben segno.