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160 sonetti d'amore

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La donna protesta che l’ha sempre ascoltato, ma non vuol concedergli d’accoglierlo in luogo nascosto.


     Deo, con dimandi ciò, che t’ho donato,
e che ’n possibel t’è sempre d’avere?
Non hai tu loco e agio, e ascoltato
4è diligentemente il tuo volere?
     E, folle o saggio ch’eo t’aggia trovato,
resposto t’aggio sempre a pian parere?
Dimostra se ragion hai d’alcun lato,
8ed eo son presta a prenderla in piacere.
     Ma se dimandi alcun loco nascoso,
prov’è che la ragion tua no è bella:
11per che né mo né mai dar non te l’oso.
     Ora te parte ormai d’esta novella,
poi conosciuto hai ben del mio resposo,
14che troppo m’è al cor noios’e fella.

43

Il poeta non sa che fare: gli sembra ch’ella desideri la sua morte.


 
     Oimè che dite, amor? merzé per Deo,
ch’eo no oso vietar vostro comando,
e nol posso ubidir, mentre che veo
4vostro piacer, sì m’ha distretto amando.
     Adonqua, lasso me, che fare deo?
No lo posso veder, moro pensando.
Per cortesia e per merzé recheo
8sovra ciò vostro consiglio e ’l demando.
     Bene veggio che di partir potenza
darmi potete, s’a voi piace bene,
11solo in disabellir vostra piagenza
     e ’n dir e ’n far ciò ch’a spiacer pertene;
ma se potete, e no ’l fate, è parvenza
14che vo piace ch’eo mora in vostra spene.