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barriera di s. niccolò 21

nei Miniati a’ primi del xvi secolo e nel 1554 da Jacopo Miniati l'acquistava Antonio di Vittorio Landi, lo stesso che quattro anni dopo comprava anche la più importante villa della Tana. Il figlio di lui Vittorio la rivendeva nel 1590 a Piero di Luca Bruni e poco dopo, nel 1607, Luca Bruni cappellano di S. Lorenzo che ne era entrato in possesso l'alienava a Francesco di Bernardo Borromei. Il possesso subì a breve distanza diversi altri passaggi: Bernardo di Francesco Borromei lo vende nel 1613 a Simone di Domenico Lapini cappellano della Madonna delle Grazie; dall’eredità di lui l’acquista nel 1658 Niccolò di Giovanni Luti e Filippo di Carlo Luti lo rivende nel 16S7 a Vincenzo d’Antonio Marchionni. Da lui passa allo Spedale di S. Maria Nuova nel 1741 e da questo nel 1771 nella famiglia Sgherri.

A poca distanza dalla Via di Villamagna è la

Chiesa di S. Maria a Rignalla. — Sulla ripida pendice de’ poggi di Villamagna, di prospetto alla Valle dell’Arno, sorge la chiesa di Rignalla piccolo e modesto edifizio che ben poche tracce conserva della sua remota antichità. Sulla facciata ha lo stemma degli Spinelli che per molto tempo ne furono patroni e sul fianco un tabernacolo con un affresco, pregevole opera del xv secolo, nel quale sono rappresentati S. Tommaso che tocca la piaga nel costato del Redentore, S. Girolamo e S. Francesco. Nell’interno, nulla d’interessante, se si eccettua un antico stucco colorito, di forma rotonda, chiuso da cornice intagliata e rappresentante la Vergine, due terzi di figura, col bambino Gesù in grembo. Nella cornice è una moderna iscrizione più o meno esattamente copiata da una antica: Fecerunt fieri Contis et Thomas frés de Spinellls MCCCCXXXXI. Gli Spinelli non furono patroni della chiesa di Rignalla che dopo il xiv secolo, perchè negli spogli del Senatore Strozzi si trova che nel 1310 il patronato di quella chiesa spettava agli Abati ed a certi Da Castelvecchio che erano forse un ramo degli Abati. Oggi la chiesa è di libera collazione degli Arcivescovi di Firenze.

Nel campanile è una vecchia campana che la tradizione dice consacrata da S. Antonino arcivescovo di Firenze e